IL PIANO DI GESTIONE DEI BOSCHI DEL COMUNE DI ROCCA DI PAPA
Brevi cenni tecnici informativi
(Dott. For. D. DI NUNZIO, 2002)
IL TERRITORIO
Il territorio di Rocca di Papa, circa 30 Km a SE di Roma, interessa la parte centrale di quello che resta di un antico edificio vulcanico del quaternario, il Vulcano Laziale.
L'altitudine è compresa tra m 400 e m 900.
La media annua è di 11.5 C°.
Le precipitazioni annue sono di poco inferiori a mm 1300 con regime di tipo marittimo.
Con riferimento alla classificazione di Pavari l'area appartiene alla zona fitoclimatica del Castanetum, sottozona calda, 2° tipo (con siccità estiva).
Secondo la Fitoclimatologia del Lazio la situazione resta inquadrata nella regione mediterranea di transizione con termotipo collinare superiore (submontano) e ombrotipo iperumido inferiore.
Le formazioni forestali prevalenti sono quelle dominate dal castagno in larga parte di sicura origine antropica.
Il piano di gestione è stato redatto in riferimento alla Legge Forestale e porta la denominazione:
PIANO DI ASSESTAMENTO
DEL BOSCO DEL COMUNE DI ROCCA DI PAPA
PER IL DECENNIO 2001-2010
IL PIANO DI GESTIONE
Il bosco di Rocca di Papa è stato ripartito in 66 particelle forestali che fanno capo a 6 classi di gestione individuate su base biologica e socio-economica.
La superficie sottesa dal Piano ammonta a circa 600 ettari (precisamente 558.5937 ha) e corrisponde alla proprietà comunale forestale antecedente alla recente acquisizione dei beni della "Montecavo".
La "Montecavo" era una proprietà forestale privata di circa 800 ettari in continuità e/o frammisti con la proprietà comunale coinvolta dal Piano di gestione.
Durante i lavori di realizzazione del Piano, l'Amministrazione di Rocca di Papa acquisiva al patrimonio pubblico la "Montecavo", portando così la proprietà silvana comunale a circa 1400 ettari.
Per i boschi così acquisiti è previsto l' inserimento nel contesto del Piano realizzato.
La prima classe, estesa 261 ettari, è quella dei cedui di castagno e raggruppa 29 particelle di ceduo di castagno puro.
Si tratta di soprassuoli che per fertilità, orografia e accessibilità rappresentano le migliori condizioni potenziali della foresta.
La funzione principale è quella della produzione di materiale legnoso di qualità.
La seconda classe, estesa 260 ettari, è quella dei cedui misti a prevalenza di castagno e raggruppa 27 particelle che per composizione specifica, struttura, stato vegetativo, fertilità, orografia e accessibilità rappresentano gli aspetti più articolati del bosco.
Tali condizioni a cui possono corrispondere situazioni ecotonali e di diversità biologica ne fanno una classe speciale, di transizione, che una volta riordinata sul piano colturale potrà essere assorbita in parte dai cedui di castagno e in parte da altre classi di gestione.
Oltre alla funzione produttiva questa classe svolge una decisa funzione di valorizzazione biologica e ambientale del territorio.
La terza classe, estesa circa 8 ettari, è quella dei boschi con densità scarsa a evoluzione naturale libera. Raggruppa 3 particelle che ospitano cenosi arbustive e arboree a densità scarsa ma che rappresentano fenomeni affermati di rimboschimento naturale di suoli degradati.
La funzione di questa classe è esclusivamente ecologica.
La quarta classe individua l’unica particella, circa 1 ettaro, di castagneto da frutto.
La funzione di questa piccolissima classe di gestione è quella della conservazione di materiale genetico cioè di tenere in vita una collezione di varietà di castagno da frutto e di sostenere, sotto il profilo socio-culturale, la locale sagra delle castagne.
La quinta classe, estesa circa 20 ettari suddivisi in 3 particelle, raggruppa i boschi a destinazione turistico-ricreativa.
Si tratta di soprassuoli per i quali è stata individuata una preminente funzione sociale.
Una delle particelle (località Valle dei Caprai), per indicazione dell’Amministrazione, è stata predisposta per essere "adottata" dalla locale comunità di Scout. Comunità inserita attivamente nei programmi generali dell’AGESCI nazionale.
Le altre due particelle (località M. Cavo) corrispondono a un’area meta di tradizionali manifestazioni religiose e folcloristiche, nonchè ricca di testimonianze storico-archeologiche per le quali il bosco adulto rappresenta una cornice ideale.
Inoltre, in quest’ultimo caso, il bosco adulto è prezioso per l’azione di schermatura che esercita alle infrastrutture delle quote più alte.
L’ultima classe, quella delle altre superfici, circa 6 ettari in 3 particelle, delimita delle zone non ancora completamente aggiornate sotto il profilo catastale e che il Piano ha considerato per completezza di informazione.
Per ognuna delle sei classi il Piano indica le modalità tecniche di intervento per il raggiungimento e/o il mantenimento della funzione attribuita alle classi stesse.
Fanno parte integrante del Piano:
la carta silografica, cioè una cartografia del territorio che riporta le particelle forestali, la viabilità, gli aspetti topografici, ecc;
la carta del particellare forestale, cioè una cartografia con le sole particelle forestali e che serve di ausilio alla gestione del Piano;
la carta dei riferimenti catastali, cioè una cartografia del territorio assestato dove è immediato rilevare i riferimenti catastali per ciascuna particella forestale;
il Piano generale dei tagli per il decennio 2001-2010, cioè il calendario su base annua di tutti i tagli previsti per il decennio di validità del Piano;
il Piano dei miglioramenti, cioè l’indicazione dei lavori di miglioramento degli aspetti biologici e economici della foresta;
il Libro Economico, cioè il prospetto dove annotare tutti gli interventi e le utilizzazioni, tutti i lavori e i risultati, compresi gli aspetti economici, che interessano il bosco nei dieci anni di validità del Piano;
il Registro particellare di ogni classe di gestione, cioè la descrizione dei caratteri dendrometrici (età, numero di ceppaie, numero di polloni, matricine, specie, ecc) di ciasuna particella forestale;
le Appendici (Risultati del cavallettamento e del rilievo dendrometrico, le curve ipsometriche), cioè i dati grezzi rilevati in bosco e l’elaborazione a cui sono stati sottoposti.


Le foto sono di Delfino DI NUNZIO e rappresentano momenti delle utilizzazioni nei cedui di castagno di Rocca di Papa.