Chiese e luoghi di culto

 

Il Duomo dell’Assunta

 

 

Eretto nel 1664 – 1754 sul progetto di Antonio Del Grande, crollato nel 1814 e ricostruit0 (1815-45) su disegno di Domenico Palmucci. Il Duomo, caratterizzato da una facciata neoclassica di ordine dorico con campanili laterali, ha una pianta a croce latina ad una navata. All’interno ospita opere di grande valore artistico.

Nella prima cappella destra, la “PIETA’”, gesso di Guglielmo Teodoro Achtermann che dimorò a lungo a Rocca di Papa e vi morì nel 1884. (Il marmo è nella cattedrale di Munster). All’altare destro del transetto “S. Carlo Borromeo che comunica gli appestati”, del rocchigiano Domenico Toietti (1854); all’altare sinistro del transetto “Assunta” di Corrado Giaquinto. Nella prima cappella sinistra (Battistero) sulla parete sinistra “Madonna col bambino” tavola di scuola senese del 1300.

Sulla parete destra “Madonna col bambino” su tela a olio, di autore ignoto del 1500. La vasca Battesimale (1490) è una coppa di marmo posta su una colonnina anch’essa marmorea e adorna di scanalature. Incassato nella parete destra, attualmente adibito a custodia degli oli sacri vi è un interessante ciborio di marmo bianco del 1517. Al centro è il piccolo tabernacolo a forma di nicchia, sormontato da una lunetta e con uno sportello di bronzo, ove è scolpita a rilievo la figura del Cristo. Due pilastrini adorni di candelabri fiancheggiano il Tabernacolo. Ai lati dello sportello di bronzo stanno due Angeli in adorazione. E’ un buon lavoro di scultura romana del secolo XVI, tanto la parte marmorea come pure lo sportello di bronzo. La cornice superiore ed il timpano sono di legno. Nel fregio in basso la data A.D.NI  MDXVII I DECEM.

All’interno del Duomo è conservato l’archivio parrocchiale con i registri risalenti al 1565 fino ai nostri giorni, nonchè il museo con preziosi arredi sacri e paramenti liturgici.

 

 

Chiesa del Crocifisso

 

Fu la primitiva chiesa parrocchiale di Rocca di Papa eretta sotto il pontificato di Urbano VIII (1623-1644). Essa raggiunse il massimo splendore nei primi anni del sec. XVII come si può dedurre dalle opere che vi erano custodite e che nel 1745 vennero trasferite nella chiesa parrocchiale dell’Assunta.

A seguito di ciò la chiesa del Crocifisso andò in rovina fin quando nel 1865, grazie soprattutto all’aiuto finanziario dello scultore tedesco Teodoro Guglielmo Achtermann essa fu restaurata.

Achtermann volle anche adornare la chiesina con diversi suoi “gessi” che tutt’ora vi si conservano 

-  una Madonna con il Bambino in braccio di grandezza naturale;

- una mezza figura di “ecce homo” pure di grandezza naturale;

- un modellino del gruppo della Pietà;

- due rilievi, uno con la scena della Crocifissione, l’altro con il Cristo deposto.

 

 

Abbazia di Palazzolo

 

Fu un piccolo palazzo (Palatiolum) nel quale facevano sosta i magistrati romani prima di salire al Tempio di Giove Laziale. Dista pochi chilometri dal centro di Rocca di Papa, sulla via dei Laghi, a picco sul lago Albano. Interessante il vecchio convento (ora residenza estiva del Venerabile Collegio Inglese) con la bella Chiesa e la vista amenissima del lago sottostante coronato dalle mole dei Palazzi Pontifici e dal civettuolo succedersi delle ville di Castel Gandolfo. Nel giardino una fontana attribuita al Bernini. Degno di ammirazione è un monumento sepolcrale della fine del I° sec. d.C., ritenuto una imitazione del mausoleo di Alicarnasso. Secondo il Riccy che minutamente ne descrive le forme è un “monumento unico nel Lazio, il più ragguardevole fra tutti gli antichi monumenti d’Italia”. Questa tomba si trova in alto nella rupe a picco, dentro l’orto del convento, visibile dalla strada; termina con una piramide a gradini e posti frontalmente , a rilievo, appaiono 12 fasci consolari, che fanno appunto attribuire questa tomba ad un console romano. La Chiesa ed il Convento hanno subito in epoche successive modifiche dalle loro linee originarie. Molte tracce dell’antico lustro della Chiesa sono visibili: avanzi di bifore, un vecchio portale con la croce astile nella lunetta ogivale, un portico seicentesco, un quadro di Antonazzo assai deteriorato. La parte di un affresco del secolo XVII con le Sante Lucia, Chiara ed Elisabetta.

Nel corridoio a ponente della Chiesa un lavabo della fine del 1600 (nel guardaroba del monastero un armadio di pioppo del 1660). Tra il verde scuro dei cipressi, bello, pittorescamente suggestivo, appare il gruppo degli edifici: due campanili, una villa seicentesca costruita dal Card. G. Colonna sui resti della Villa Imperiale di Augusto si leva arditamente incastonata sulle rupi.

Ovunque il panorama è stupendo sia dalla Villa del Cardinale che dal piazzale antistante la Chiesa, come pure dal Belvedere aperto opportunamente sulla Via dei Laghi.

Palazzolo fu onorato dalla presenza di S. Francesco di Assisi e di S. Bonaventura, di S. Diego e di numerosi pontefici come Pio II, Sisto IV, Alessandro VII, Benedetto XIV, Pio IX e Clemente XI.

 

 

                   Santuario della Madonna del Tufo

 

 

Le origini del santuario della Madonna del Tufo, come tramanda la tradizione, risalgono ad un fatto avvenuto nel 1490: dal Monte Cavo, si staccò un masso del peso di 150 quintali, e stava per investire un viandante. Questi pregò la Vergine Maria che gli salvasse la vita, e il masso si arrestò all’istante, senza colpirlo. L’uomo, in segno di ringraziamento, fece costruire una chiesa di piccole dimensioni, nella quale fu posto il grande masso, su cui il pittore Antoniazzo Romano dipinse l’immagine della Madonna.

La data esatta della costruzione del santuario non è certa, ma si pensa che venne costruito all’inizio del Cinquecento; per la prima volta, se ne fa menzione in un decreto del cardinale Gallo, della diocesi di Frascati, del 25 settembre 1592.

Nel 1723 furono fatti dei restauri, che causarono un gravissimo problema: un pittore inesperto, di nome Flavio Santovetti, deturpò in corso di restauro l’immagine della Madonna nel masso. Altri restauri avvennero nel 1780 e nel 1792 per conto di Andrea Doria, e l’opera di ingrandimento della chiesa terminò nel 1854, quando fu costruita la facciata di peperino.

Infine, dopo essere stata assegnata ai Padri Trinitari, fu ricostruita ex novo nel 1931, su progetto dell’architetto don Salvatore Spadaro.

 

 

Chiesa del Sacro Cuore (Campi D’Annibale)

 

Nel 1998 è stata inaugurata la nuova chiesa del Sacro Cuore, che raccoglie i fedeli dei Campi d’Annibale. Concepita con un’architettura moderna, presenta una facciata monocuspidale, con un richiamo al gotico; l’interno è semplice, e decorato dalle vetrate verticali del lato lungo. Di fronte la chiesa è stata posta una statua di papa Giovanni Paolo II, che più volte fece visita nel paese.