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Rocca di Papa, comune della provincia di Roma,
situato a m. 765 s.l.m., giace lungo le pendici
esterne nord occidentali del cratere dei Campi
d’Annibale, al centro del gruppo montuoso del
Vulcano Laziale.
Il territorio del comune di Rocca di Papa occupa
un’area di circa 40,40 Kmq. e conta oltre 15.000
abitanti.
Rocca di Papa sorge sui luoghi che furono
dell’antica Albalonga, dell’antico collegio dei
Sacerdotes Cabenses, addetti al culto di Giove
Laziale e delle Virgines Arcis Albanae, dalle
quali ebbero origine le Vestali, istituite a
Roma da Numa Pompilio.
Sulle alture che formano il Monte Albano, che in
seguito si chiamò Cavo (Cabum-Cavum), era posta
“Cabum”, importante città del Latium Vetus,
facente parte delle 30 città riunite nella Lega
Latina.
In epoca medievale, la prima notizia è quella
del “Castrum qui dicitur Monte Cabum”, nel quale
si sarebbe rifugiato Papa Benedetto IX, espulso
da Roma nel 1044. Nel 1090, con il nome di
“Catrum Montis Albani”, è sotto controllo dei
Conti Tuscolani. Poi passa sotto il dominio dei
Frangipane con il nome di “Roccam de Monte
Cavo”, per esser quindi assegnata alla Chiesa
ai tempi del Pontefice Eugenio III (1145-1152).
Da questo Papa, che per primo soggiornò nella
Rocca, dopo il suo ritorno dalla Francia,
deriva l’attuale nome di Rocca di Papa, come
fanno fede i documenti del tempo “… roccam quam
vocant de Papa …” “ … castrum Rocce de Papa… “
Nel 1184 se ne impadronì il Senato Romano ma fu
recuperata da Papa Lucio III che a tale scopo
si servì dell’aiuto di Bertoldo di Kuensberg,
legato a Federico Barbarossa.
Dopo la distruzione di Tuscolo (1191) la Chiesa
assume il controllo assoluto di Rocca di Papa,
che per quasi tutto il secolo XIII rimane sotto
la sua giurisdizione. Il “Castrum” subì una
prima devastazione del 1255, quando in
esecuzione di alcune sentenze di Pietro il
Sumoroso, vicario di Carlo D’Angiò, fu
consegnata nelle mani di Roma.
Già da allora il castello doveva appartenere
agli Annibaldi, ma notizie sicure del loro
dominio non si hanno prima della metà del secolo
XIV. Nel 1328, quando Ludovico il Bavaro assediò
la città, un presidio militare fu posto a
guardia del Castello e si pensa che ciò abbia
dato origine al nome di “Bavaresi” che ancora
oggi viene dato agli abitanti prossimi alla
Rocca.
Sul finire del XIV secolo, Rocca di Papa fu
degli Orsini, fin quando nel 1379 i Romani, dopo
un lungo assedio, la conquistarono. Nel 1391
tornò agli Annibaldi che nel 1425 la vendettero
ai Colonna.
Martino V, nella Bolla di divisione dei suoi
beni tra i nipoti, assegnò a Prospero Colonna il
“Castrum Roche papalis”. Da questo momento il
Castello subì le alterne vicende dei feudi
colonnesi.
Nel 1541, nella controversia con Papa Paolo III,
la famiglia dei Colonna perse tutti i suoi beni:
l’insediamento stretto da assedio capitolò, e la
fortezza fu completamente distrutta da Pier
Luigi Farnese.
I Colonna alla morte di Paolo III recuperarono
il loro feudo; lo persero varie volte fino a
quando, nel 1562, non lo restituì loro
definitivamente il Papa Pio IV.
Nel 1577 un violento incendio distrusse quasi
completamente l’abitato. Pochi anni dopo il
cardinale Ascanio Colonna emanò i nuovi statuti.
Nei secoli successivi Rocca di Papa rimase
sempre ai Colonna; fanno eccezione la parentesi
francese, il periodo di rinuncia alla
giurisdizione baronale sopra i feudi dello Stato
Romano da parte di Filippo Colonna nel 1816 e,
infine, i giorni del 1855 in cui Rocca viene
proclamata Repubblica dopo una sommossa
popolare.
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